VILLAGGIO FRATTALE

Recinto, infinito, architettura resiliente, corte interna, area golenale

Il progetto prende spunto dal concetto di recinto considerato come limite tra interno e esterno, tra dentro e fuori, tra città caotica e corte interna protetta. Il sistema che organizza l’impianto del villaggio prende spunto da una formula frattale (funzione di cantor. Georg Cantor (1845-1918) ) che rappresenta un esempio di funzione continua e crescente all’infinito. È un sistema di espansione che, pur essendo illimitato, non segue un procedimento lineare ma si sviluppa sulla base del concetto di centralità prendendo il nome di“polvere di Cantor”[1]. Applicato all’architettura il principio matematico sottolinea un’espansione illimitata della città, mantenendo saldo l’elemento architettonico della corte. Quest’ultima che è legata alla nostra tradizione in questo caso assume condizioni estreme, raggiungendo le dimensioni di una metropoli. Ma soprattutto il muro diviene un elemento di protezione dello spazio dell’abitare rispetto ad un eventuale fenomeno di inondazione, evento sempre più presente nel nostro paese e spesso dovuto a forti piogge o ad esondazioni di fiumi.

Il recinto infatti presenta lungo tutto il suo perimetro un sistema di drenaggio delle acque reflue e meteoriche che, attraverso un impianto di depurazione, possono confluire in una grande cisterna sotterranea, disposta all’interno del recinto stesso e sotto gli alloggi. Una volta depurata l’acqua potrà essere utilizzata dai residenti del villaggio. all’interno del recinto lo spazio è protetto e contiene anch’esso un sistema di drenaggio specifico per aree verdi e per zone pavimentate. Ogni recinto contiene come base quattro alloggi disposti ai quattro angoli e ad una altezza di 1,50 rispetto al suolo.

Questo espediente ha lo scopo di proteggere gli alloggi in caso di allagamento e allo stesso tempo consente di ammirare la corta una volta trasformatasi in un lago. La sua espansione vede raddoppiare in modo esponenziale la dimensione della corte a cui corrispondono 16 alloggi, successivamente 32, poi 64 e cosi via dicendo.

Ogni casa misura 100mq e contiene doppi servizi, tre stanze da letto una cucina abitabile e un soggiorno. Il muro esterno entra all’interno delle singole case trasformandosi in un elemento di suddivisione degli spazi domestici. La struttura è in acciaio montata a freddo e può essere rivestita in diversi materiali.

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[1] “Dato un segmento, lo si divida in tre parti uguali e si asporti la parte centrale. Rimangono due segmenti: ad ognuno di essi si applichi lo stesso procedimento all’infinito.” La funzione di Cantor è una funzione continua (in quanto limite uniforme di funzioni continue), crescente e suriettiva dall'intervallo [0, 1] in sé. È a variazione limitata ma non assolutamente continua. Non è derivabile in nessun punto dell'insieme di Cantor, mentre negli altri punti è derivabile ed ha derivata zero. Quindi è una funzione costante in ogni sottointervallo di [0, 1] che non contenga punti dell'insieme di Cantor (quest'ultimo insieme ha misura nulla), ossia negli intervalli del tipo (0.x1x2x3...xn022222..., 0.x1x2x3...xn200000...). Nonostante questo, è crescente (in senso lato). La funzione di Cantor, ristretta all'insieme di Cantor, è sempre continua, crescente e suriettiva sull'intervallo [0, 1]: questo implica che l'insieme di Cantor non è numerabile. Questa funzione è utile per definire una curva di Peano, cioè una curva che riempie totalmente un quadrato.

 

 



Architetto:

Anna Rita Emili

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